Metodo

Come calcoliamo lo stipendio netto

Ogni cifra usata dal calcolatore ha una fonte normativa e una data di verifica. Questa pagina le elenca tutte, nell'ordine in cui entrano nel calcolo, perché un risultato che non si può controllare non serve a nessuno.

Il calcolo è annuale

Contributi, IRPEF, detrazioni e addizionali si determinano sull'anno. Il netto mensile è il netto annuo diviso per le mensilità: è la convenzione usata da tutti i simulatori, e va letto come media. Con 13 mensilità, il mese della tredicesima incassi quasi il doppio e gli altri un po' meno di quella media.

1. Contributi previdenziali a carico del lavoratore

Si sottraggono dalla RAL per primi, perché riducono la base su cui si calcola l'IRPEF. L'aliquota dipende da chi è il datore di lavoro:

  • 9,19% — aliquota IVS ordinaria, aziende non soggette a CIGS.
  • 9,49% — con la quota CIGS dello 0,30% a carico del lavoratore, dovuta dai datori con più di 15 dipendenti (art. 20 D.Lgs. 148/2015, come modificato dalla L. 234/2021).
  • 5,84% — apprendisti, costante per tipo di apprendistato, anno e dimensione aziendale.

Sulla quota di retribuzione che supera la prima fascia di 56.224 € si aggiunge l'aliquota dell'1% prevista dall'art. 3-ter della L. 438/1992, che si applica proprio perché l'aliquota IVS del lavoratore è inferiore al 10%.

Il massimale di 122.295 € vale solo per chi non ha anzianità contributiva al 31 dicembre 1995: per tutti gli altri non esiste tetto. È un attributo della persona, non deducibile dal reddito, quindi il calcolatore lo chiede invece di indovinarlo.

Fonte: Circolare INPS n. 6 del 30 gennaio 2026.

2. IRPEF lorda

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha ridotto la seconda aliquota dal 35% al 33%, modificando l'art. 11 comma 1 lettera b) del TUIR. I confini degli scaglioni non sono cambiati.

ScaglioneAliquota 2026Aliquota 2025
Fino a 28.000 €23%23%
Da 28.000 a 50.000 €33%35%
Oltre 50.000 €43%43%

Il vantaggio massimo del taglio è di 440 € annui e si raggiunge a 50.000 € di reddito complessivo. Sopra i 200.000 € una riduzione di 440 € sugli oneri detraibili (nuovo art. 16-ter comma 5-bis TUIR) lo annulla esattamente: una simmetria voluta dal legislatore, non un caso.

3. Detrazione per lavoro dipendente

Prevista dall'art. 13 del TUIR, si sottrae dall'imposta lorda e ha una struttura a tre fasce con decalage. Due dettagli che molti calcolatori sbagliano:

  • Il rapporto di decalage si assume nelle prime quattro cifre decimali per troncamento, non per arrotondamento (art. 13 comma 6). Su 20.000 € di reddito il rapporto è 0,6153 e non 0,6154.
  • La curva è genuinamente discontinua a 15.000 €: a 15.000 la detrazione è 1955 €, a 15.001 sale a circa 3.100 €. È la norma, non un errore di trascrizione.
  • Il minimo garantito (690 €, che diventa 1380 € a tempo determinato) si applica dopo il ragguaglio ai giorni, perché la norma parla di detrazione «effettivamente spettante».
  • La maggiorazione di 65 € fra 25.000 e 35.000 € di reddito è forfettaria e non si rapporta ai giorni.

I giorni di detrazione si dividono sempre per 365, anche negli anni bisestili, e comprendono domeniche, riposi e festività cadenti nel periodo di lavoro. Il part-time non li riduce: contano i giorni di calendario del rapporto.

4. Cuneo fiscale

Dal 2025 l'esonero contributivo e il trattamento integrativo (l'ex bonus Renzi) sono stati sostituiti da due strumenti alternativi fra loro, confermati senza modifiche per il 2026.

Somma integrativa

Spetta a chi ha un reddito complessivo fino a 20.000 €. Non è una detrazione: è una somma erogata in busta paga, non concorre al reddito complessivo e quindi resta fuori anche dalla base delle addizionali. Attenzione alle tre basi diverse, che è il punto in cui si sbaglia: la soglia di accesso guarda il reddito complessivo, la percentuale si scegle sul reddito di lavoro dipendente annualizzato, e la percentuale si applica al reddito di lavoro dipendente effettivo.

Reddito di lavoro dipendente annualizzatoPercentuale
Fino a 8.500 € 7,1%
Da 8.500 a 15.000 € 5,3%
Oltre 15.000 € 4,8%

Ulteriore detrazione

Per redditi complessivi fra 20.000 € e 40.000 €: vale 1000 € pieni fino a 32.000 € e poi decresce linearmente fino ad azzerarsi. A differenza della somma, è una detrazione dall'imposta lorda e non può eccederla.

Il gradino a 20.000 €

I due regimi si escludono e non c'è raccordo. A 20.000 € esatti di reddito complessivo si prende la somma integrativa (circa 960 €); a 20.001 si prende invece la detrazione da 1.000 €. Il salto è nella legge.

5. Detrazioni per carichi di famiglia

Art. 12 TUIR, come riscritto dalla L. 207/2024 con effetto dal 2025. Si rapportano a mese e non a giorni. Le due restrizioni che contano:

  • Per i figli la detrazione spetta solo per età compresa fra 21 e 29 anni, oppure a qualunque età in caso di disabilità accertata ai sensi della L. 104/1992. Sotto i 21 anni opera l'assegno unico, non la detrazione.
  • Per gli altri familiari restano solo gli ascendenti conviventi: fratelli, sorelle e affini non sono più detraibili.

6. Addizionali regionale e comunale

Si calcolano sul reddito complessivo senza applicare le detrazioni per lavoro dipendente e per carichi di famiglia, che riducono l'IRPEF ma non le addizionali. TFR e somma integrativa del cuneo restano fuori dalla base, perché sono redditi a tassazione separata o non concorrenti.

L'aliquota regionale di base è 1,23%, elevabile fino al 3,33% dalle regioni a statuto ordinario e oltre da quelle in piano di rientro sanitario. Le regioni possono differenziare per scaglione ma devono usare i confini nazionali, e le aliquote si applicano progressivamente scaglione per scaglione. Applicare l'aliquota dell'ultimo scaglione all'intero reddito — errore frequente — gonfia il risultato di centinaia di euro.

Applicano un'aliquota unica: Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia, Valle d'Aosta, Veneto. Tutte le altre sono progressive.

Per l'addizionale comunale la soglia di esenzione, dove prevista, è un gradino e non una franchigia: chi sta entro la soglia non paga nulla, chi la supera paga l'aliquota piena sull'intero imponibile senza sottrarre la soglia.

Fonte aliquote regionali: banca dati Dipartimento delle Finanze (MEF), anno d'imposta 2026. Fonte aliquote comunali: tabella MEF delle addizionali comunali.

Cosa il calcolatore non può sapere

Un simulatore lavora sui parametri di legge e di contratto. Restano fuori, per forza di cose: il premio di risultato e ogni altra voce di contrattazione aziendale, il superminimo individuale se non lo inserisci, il welfare aziendale, le trattenute per fondi di previdenza complementare o sanità integrativa, le addizionali del tuo comune se non conosci l'aliquota, e la quota di detrazioni già applicata in corso d'anno dal sostituto d'imposta. Per questo il risultato è una stima ragionata, non la tua busta paga.

Parametri verificati il 2026-09-02. Le tabelle contrattuali riportano in pagina la propria data di decorrenza.